69 • La trappola del "tutto gratis" e il marketing dei fuffa-guru | con Giorgio Minguzzi

69 • La trappola del "tutto gratis" e il marketing dei fuffa-guru | con Giorgio Minguzzi

Una stimolante e divertente chiacchierata con Giorgio di www.merita.biz che fa luce sull'evoluzione di internet e di come si faccia marketing oggi. Parliamo di scorciatoie, di fuffa-guru, di riconoscere ciò che ha valore e ciò che non lo ha. Ascolta l'episodio completo!

Articolo estratto dalla puntata

Il mondo digitale è cambiato radicalmente negli ultimi decenni, influenzando la società, la cultura e il modo in cui aziende e professionisti comunicano online. Per esplorare questa trasformazione, ho invitato Giorgio Minguzzi di Merita.biz, esperto di marketing e comunicazione digitale con oltre vent'anni di esperienza nel settore.

In questa chiacchierata approfondita, Giorgio ha condiviso la sua visione sull'evoluzione del web, l’impatto dei social media, il rapporto tra aziende e digitale e il valore del marketing fatto in modo etico ed efficace.

Vediamo quindi i principali temi emersi nel corso della puntata.

L’evoluzione del digitale: dal pionierismo all'invasione dei social

Per comprendere il presente, bisogna partire dal passato. Giorgio ha raccontato il suo primo approccio al mondo della tecnologia e della comunicazione digitale, che risale addirittura agli anni ’90, quando Internet era ancora un territorio per pochi appassionati.

“Io ho cominciato a occuparmi di questioni tecnologiche a otto anni con una radio, facendo il pirata. Poi, a 16 anni, ho preso la licenza di radioamatore. Quando Internet ha iniziato a diffondersi negli anni ’90, io ero lì come un cagnolino che aspetta il padrone. Non vedevo l’ora di metterci le mani.”

Nei primi anni di Internet, il web era popolato da persone altamente motivate, alla ricerca di contenuti specializzati e verticali. Non esistevano i social media, ma si interagiva attraverso le chat IRC e i newsgroup, in cui si discutevano argomenti con grande profondità.

Poi, con l’arrivo della pubblicità e la diffusione su larga scala, tutto è cambiato. Secondo Giorgio, uno dei momenti cruciali è stato il lancio della campagna pubblicitaria di Tiscali, che ha trasmesso l’idea che Internet fosse sinonimo di “gratis”.

“Tiscali aveva questa pubblicità che diceva ‘Internet è gratis’, e questa idea è rimasta nella testa della gente. Per molti italiani, il digitale significa poter avere tutto senza pagare: musica, film, email. Questa mentalità ha reso difficile far capire che il lavoro nel digitale ha un valore e va pagato.”

Con l’avvento dei social media, il web è stato invaso da contenuti mainstream e la qualità delle interazioni si è abbassata.

“I social hanno portato su Internet chiunque, non solo chi voleva approfondire. Facebook ha cambiato tutto, e poi è arrivata Amazon, che ha trasformato il commercio. Oggi la gente non va più in negozio a farsi consigliare, guarda le recensioni online e decide da sola.”

Il cambiamento della percezione del digitale

Uno degli aspetti più interessanti della conversazione è stata l’analisi del cambiamento della percezione del digitale da parte delle persone e delle aziende.

Secondo Giorgio, oggi esistono due livelli di fiducia nel web: da un lato, c’è la massa che crede a tutto ciò che legge su Internet, dall'altro, chi ha esperienza e seleziona con attenzione le fonti di informazione.

“La gente crede a quello che legge su Internet, come prima credeva ai giornali e alla TV. Ma chi conta davvero, chi ha un’azienda, chi ha esperienza, non si affida certo ai primi risultati di Google per prendere decisioni strategiche.”

Anche le aziende hanno avuto un’evoluzione nel rapporto con il digitale. Se inizialmente lo consideravano poco serio, oggi ne comprendono l’importanza. Tuttavia, resta il problema della mentalità del “tutto gratis”.

“Le aziende all’inizio non ci credevano, poi hanno capito che il digitale era fondamentale. Ma ancora oggi molti pensano che il marketing online sia gratis, che non serva investire in contenuti di qualità o strategie strutturate.”

Il marketing digitale: tra etica e manipolazione

Uno dei punti centrali della discussione è stato il marketing digitale. Giorgio ha spiegato che il marketing non è solo una tecnica per vendere, ma uno strumento di comunicazione che può essere usato in modo etico o meno.

“Il marketing è raccontare storie. Se una pentola di qualità aiuta una famiglia a cucinare meglio e rende le cene più piacevoli, allora il marketing ha migliorato la vita di quelle persone. Ma se una pentola è tossica e io la vendo come il miglior prodotto sul mercato, allora sto ingannando.”

Secondo Giorgio, il problema principale del marketing oggi è che molte persone lo associano alla manipolazione, perché vedono solo esempi negativi, come i “fuffa guru” che vendono illusioni di ricchezza facile.

“Oggi il web è pieno di gente che vende corsi per diventare milionari in tre semplici passi. Ma la realtà è che la scorciatoia non esiste. La verità vince sempre nel lungo periodo.”

Come costruire una strategia di marketing efficace

Per chi vuole promuovere un’attività online, Giorgio ha dato alcuni consigli pratici.

  1. Non cercare scorciatoie – Il successo nel digitale richiede lavoro costante e strategia, non trucchi miracolosi.
  2. Capire il proprio pubblico – Ogni target ha comportamenti diversi online: chi compra impianti industriali sta su LinkedIn, chi usa prodotti tecnici sta su Facebook.
  3. Costruire una presenza di valore – Il marketing funziona se genera fiducia. Bisogna raccontare la propria storia in modo autentico.
  4. Essere indipendenti dalle piattaforme – Affidarsi solo ai social è rischioso. È fondamentale avere un sito e una newsletter.
“Io consiglio sempre di costruire una mailing list. I social sono aziende senz'anima, pensano al loro profitto, non al tuo. Se un giorno Instagram ti chiude l’account, hai perso tutto. Ma se hai le email dei tuoi clienti, hai sempre un contatto diretto.”

Il futuro del digitale: verso un sovraccarico informativo?

Giorgio ha concluso la conversazione parlando di una nuova tendenza: la stanchezza digitale.

“Io vedo un sovraccarico. Le persone si stanno stancando del digitale. I miei figli non guardano la TV, ma neanche passano le giornate su Internet. Giocano online con gli amici, ma poi fanno altro. Il problema è che anche le aziende comunicano tutte allo stesso modo, e la gente si annoia.”

La sfida del futuro sarà trovare nuovi modi per comunicare, senza sovraccaricare il pubblico con contenuti ripetitivi e poco autentici.

“Chi vorrà emergere dovrà distinguersi. Il pubblico sta diventando sempre più selettivo.”

Conclusioni

La chiacchierata con Giorgio ha mostrato quanto il mondo digitale sia cambiato e quanto sia importante un approccio consapevole e strategico.

Il marketing non è solo vendere, ma comunicare valore. E per avere successo nel digitale servono pazienza, autenticità e la capacità di costruire una relazione di fiducia con il pubblico.

Se anche tu vuoi promuovere il tuo progetto online, ricorda: il valore vero vince sempre nel lungo periodo.


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il sito di Giorgio Minguzzi

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