Ma quindi che app uso per chattare?
Bing AI stavolta ha fatto un po' cilecca

Ma quindi che app uso per chattare?

Le applicazioni di messaggistica che non si fanno gli affari tuoi esistono, ma nessuna è perfetta. Scopri come ridurre l'uso di WhatsApp, Messenger (e anche Telegram)!

Pronti con l'elenco? Via!

Signal, Telegram, WhatsApp, Facebook Messenger, Skype, Viber, Discord, Delta Chat, Line, Kakao, Threema, SimpleX, Session, Wire, Briar, Tox, Conversations, Element, WeChat, Keet.io...

...e di nuovo! Signal, Telegram, Whats... Ok basta che la stavo quasi trasformando in una filastrocca, mi è venuto da canticchiare! E tra l'altro la lista è pure parziale. Se avessi messo tutte le app, avremmo praticamente una canzone e non una filastrocca 😜

Se provo a rispondere in modo definitivo alla domanda:

Quale app è la migliore per chattare rimanendo al sicuro e preservando la propria privacy?

Mi rendo conto che è impossibile dare una risposta certa, già solo per il fatto che ognuno di noi ha una propria percezione e necessità di sicurezza, privacy (e anonimato). Per capire il tuo livello inizia da questa sezione della mia guida gratuita dei primi passi verso la tua privacy.

A che servono altre app? Tanto stan tutti su WhatsApp

Giusto, su WhatsApp trovi quasi tutti i tuoi contatti e l'app ti permette di comunicare con testo, audio, voce e video; persino tua nonna probabilmente lo ha! Perché sbattersi a cambiare? Se sei ancora agli inizi del percorso verso il maggior controllo della tua vita digitale, la domanda è legittima.

Magari non ti interessa nulla del fatto che WhatsApp analizzi il tuo comportamento all'interno dell'app. O il fatto che sia di proprietà di un'azienda il cui focus sono i dati personali degli utenti. Sono stati spesi fiumi di parole a riguardo, per partire potrei consigliarti questo articolo di LeAlternative.

Suppongo che WhatsApp continuerà ad avere il predominio da qui in avanti, a meno che succeda qualcosa di veramente molto grosso in termini negativi a Meta (l'azienda di Facebook, ha comprato WhatsApp nel 2014). Quindi non son mica qui a dire: smettete tutti subito di usare WhatsApp e passate a XYZ!

Lavorando con piccole imprese, aziende agricole, ristoranti e artigiani vedo che WhatsApp in questi caso è spinto anche oltre le sue capacità ed è usato nel mondo del lavoro in questo settore. Tutto sembra essere partito dai tempi del primo lockdown nel 2020, quando i commercianti sono stati costretti a inventarsi una soluzione per rimanere in piedi. Tipo lavorare con WhatsApp.

Questo per dire che non usare WhatsApp, alle nostre latitudini, può essere un limite. Tuttavia, ognuno di noi ha stili di vita ed esigenze diverse e quindi varie soluzioni sono possibili. WhatsApp può essere usato (se proprio serve) in un certo modo, affiancato da altri strumenti. Se non vuoi lasciare un pezzo di te alla mercé di Meta, hai delle possibilità! Vediamo quali.

Come io utilizzerei le app di messaggistica

WhatsApp

Se hai letto tutto quanto sopra avrai capito che sconsiglio WhatsApp. Tuttavia, mi rendo conto che delle volte è imprescindibile. Usalo quindi solo se strettamente indispensabile, per i contatti importanti o di lavoro per esempio.

Va data particolare cura ai permessi e i dati che concediamo a WhatsApp:

  • Permessi relativi a contatti, fotocamera, microfono, telefono, ecc. devono essere negati.
  • Fotocamera e microfono si attivano solo se necessario (chiamata video o messaggio vocale). Su Android c'è l'opzione chiedi ogni volta.
  • Senza l'autorizzazione dei contatti vedrai solo numeri di telefono come intestazioni delle chat, e non i nomi delle persone. È un compromesso per non aver dato accesso alla rubrica. Su GrapheneOS si può dare accesso anche a un singolo contatto o far finta di aver dato accesso a tutti i contatti, su altri telefoni si può avere una rubrica finta con OpenContacts. Oppure si può creare un profilo di lavoro con Shelter (non tutti gli smartphone lo supportano) e installare WhatsApp al suo interno: vedrà solo contatti del profilo di lavoro, ovvero nessun contatto o solo quelli da te aggiunti nel profilo. Io per esempio ho negato il permesso ai contatti e non ho importato nessun backup e tutto funziona.
  • E se la conversazione la devi iniziare tu? Sia che il contatto si trovi già nella tua rubrica oppure è un nuovo numero di telefono, WhatsApp non ti permette facilmente di iniziare a parlare con qualcuno di nuovo senza aver accesso alla tua rubrica dove tu precedentemente avevi salvato il contatto. La soluzione è la piccola app Click to Chat dove ti basta incollare il numero a cui vuoi scrivere e l'app ti farà aprire la conversazione su WhatsApp in un click! L'app mi piace anche perché evita di far aggiungere ai contatti persone con cui dobbiamo avere a che fare su WhatsApp solo temporaneamente, veramente una chicca! PS: chi ha F-droid consiglio invece: Open in WhatsApp, ChatLaunch o Launch Chat.
  • Se non ti serve tenere lo storico dei messaggi per tanti mesi, attiva anche l'autodistruzione per tutte le chat a 90 giorni.
  • Crea inoltre un PIN di accesso a WhatsApp.
  • Non attivare il backup, e se proprio non puoi fare a meno del backup, attiva assolutamente la spunta della crittografia nelle impostazioni di WhatsApp.

Visto che in questo modo diventa parecchio scomodo da utilizzare, sei automaticamente disincentivato nel farlo e tenderai a utilizzare altro! Tu, non gli altri, ma ne parliamo dopo.

Telegram

Vedilo più come un social network o strumento per fare determinate operazioni grazie ai suoi bot. Telegram non ha un business basato sull'analisi dei tuoi dati personali e al momento pare stia mantenendo questa direzione. La piattaforma è anche abbastanza libera da censura, ma solo se hai l'accortezza di scaricare una versione alternativa di Telegram da F-Droid (ho parlato di F-Droid qui) oppure la versione ufficiale dal sito di Telegram. L'app che trovi su Play Store o App Store è più soggetta a censurare alcuni canali e gruppi.

Certamente Telegram non è il posto ideale per le comunicazioni più sicure e private possibili ed è controllato da una singola persona. Bisogna però riconoscere il merito a Pavel Durov di aver creato e mantenuto una piattaforma innovativa e sicuramente più libera degli altri social e chat famose. Per esempio applica la censura di alcuni canali solo sulle app presenti negli Store degli smartphone, probabilmente perché obbligato a farlo pena la sua espulsione dagli Store. Cerca insomma di far contenti tutti e per ora ci sta riuscendo. Quindi Telegram non è affatto male se utilizzato con la testa. Per esempio usare le chat segrete per comunicazioni più sensibili tra 2 contatti.

La grande differenza rispetto a WhatsApp sin dall'alba dei tempi è la possibilità di mantenere più privacy non dovendo dare il proprio numero di telefono a sconosciuti. Infatti su Telegram per iniziare una chat basta scambiarsi lo @username, senza mostrare il proprio numero di telefono.

Tuttavia il tuo numero dovrai comunque usarlo per accedere a Telegram e al tuo profilo. Questa è una delle due/tre grosse criticità del servizio (l'altra è la crittografia su richiesta e infine il fatto che il servizio faccia capo a una singola persona).

Il numero di telefono, almeno in Italia, identifica perfettamente una persona fisica, quindi esiste la possibilità remota che la tua attività su Telegram sia associata a te. Questo comporta determinate conseguenze in casi di controlli da parte di autorità o altri enti di analisi traffico di Telegram. Certo, non succedono tutti i giorni e potrebbero non toccarti, ma comunque il proprio numero di telefono è un dato molto sensibile, soprattutto se collegato ad altre informazioni.

Le soluzioni potrebbero essere:

  • Creare un account Telegram con un numero non intestato a te (ovviamente neanche a un tuo amico o famigliare!)
  • Utilizzare delle SIM estere che non sono associate ad alcuna persona fisica. Prossimamente devo provarne una non costosa e ti saprò dire se funziona bene!
  • Utilizzare servizi che noleggiano un numero di telefono per farti ricevere l'SMS di conferma. Personalmente avevo provato con sms4sats e ha funzionato, ma ogni tanto è un terno al lotto. Questa opzione va bene per un uso più spericolato e approssimativo di Telegram perché i numeri potrebbero essere riutilizzati da qualcun altro e tu non hai più accesso al quel numero, ergo al tuo account. Tutto bene finché hai più di un dispositivo e i messaggi di conferma arrivano direttamente su Telegram e non via SMS. O finché qualcun altro non utilizza lo stesso numero sempre per Telegram. Non ho esperienza diretta di quanto tempo possa durare un account del genere, ma se attivi l'autenticazione a due fattori non dovrebbe essere facile per qualcun altro accedere al tuo profilo.
  • Utilizzare un numero anonimo comprato con la criptovaluta TON. È un opzione parecchio costosa per avere un numero di telefono usabile solo su Telegram. Però magari qualcuno può già avere dei TON od ottenerli in altro modo.
  • Utilizzare normalmente il tuo numero di telefono e non frequentare canali, gruppi e persone che non sono allineati con lo status quo del sistema politico attuale (e che lo usi a fare allora? 🤭). Almeno per le chat con le singole persone, attiva la "chat segreta" che altro non è che una chat crittografata e non salvata sui server di Telegram per la sincronizzazione con altri dispositivi.

Signal

Purtroppo anche qui è necessario registrarsi con un numero di telefono, e per questo motivo io utilizzerei Signal solo per contatti più presenti nella tua vita reale, ovvero famigliari, amici, conoscenze strette. Ok anche per sporadici contatti via @username introdotto di recente. Se riesci ad avere un numero di telefono non associato a te, sei a un passo avanti.

C'è da dire che, ipotizzando un universo parallelo, dove tutti i miei contatti di WhatsApp migrano su Signal, non ci penserei due volte e utilizzerei Signal con tutti loro, anche se non rientrano nelle categorie sopracitate.

Signal è generalmente ben visto da chi ci tiene alla propria privacy e in effetti è il meno peggio rispetto ai primi due, però ci sono ugualmente rischi legati alla tua identità (dedotta attraverso il numero di telefono) e possibile associazione della stessa con le tue attività su Signal.

Rimane comunque l'alternativa abbordabile per tutti e semplice da usare, sebbene abbia comunque dei difetti. In assenza di alternative facili e famose e non volendo fare troppi sbattimenti, Signal è da preferire come l'applicazione di messaggistica predefinita per tutto.

PS: Una versione potenziata di Signal, a livello di sicurezza, si chiama Molly. Essa permette di avere maggiore sicurezza delle chat crittografando il backup delle chat con una passphrase. Questo significa che se qualcuno ottiene accesso al tuo telefono sbloccato può leggere il contenuto all'interno del file di backup.

Non è finita qui, esistono applicazioni che non necessitano del tuo numero di telefono per funzionare, eccole di seguito.

Session

Session è una giovane app che si sta facendo strada nel mondo delle comunicazioni orientate alla privacy. Non ci sono meta-dati o numeri di telefono, semplicemente degli identificativi (puoi leggere il mio nella pagina contatti) che una volta scambiati permettono una comunicazione sicura e privata. Ha meno funzioni delle app sopracitate (dove il re indiscusso rimane Telegram, seguito da WhatsApp e poi Signal). Però per piccoli gruppi e singole persone va più che bene.

Essendo giovane ha ancora degli sporadici malfunzionamenti, ma sta migliorando pian piano. Ovviamente non è perfetta al 100% per alcune ragioni tecniche ma è comunque un'ottima soluzione.

Personalmente, al momento, userei volentieri questa app con tutte le persone con cui ho a che fare. Purtroppo è molto meno famosa di Signal (e ho detto tutto) e non è banale effettuare, con la dovuta privacy, il primo scambio di ID per poter chattare. Il vantaggio delle app basate sul numero di telefono, infatti, è che i contatti sono già belli disponibili per la comunicazione.

Delta Chat

Questa app ha un approccio unico perché basa la comunicazione sul protocollo delle email. Le email in realtà fanno pena per quanto riguarda la privacy, ma crittografandole in automatico da capo a coda, Delta Chat permette di scambiare email leggibili solo dal mittente e destinatario. Normalmente, infatti, tutte le email sono leggibili dall'amministratore del servizio (Tiscali, Microsoft, Gmail, ecc.). Se non lo sapevi, ora lo sai!

Puoi utilizzare una qualsiasi (quasi) indirizzo email per accedere a Delta Chat, non ci sono altri identificativi, quindi niente numero di telefono anche in questo caso. Se non hai un'email anonima o non associata a te, puoi crearne una direttamente grazie agli sviluppatori di Delta Chat andando su questa pagina.

Quindi con Delta chat puoi inviare email come se stessi chattando, difatti non ti sembrerà minimamente di star inviando delle email perché l'interfaccia è come una chat qualsiasi, con reazioni, messaggi audio, foto, video, gruppi, ecc. Puoi chattare anche con chi non usa Delta Chat, ma perdi la possibilità della crittografia automatica.

L'ho inserita alla fine perché, sebbene l'idea sia geniale, l'implementazione e la facilità d'uso con il multi-dispositivo, casi di crittografia parziale, ecc. potrebbero spaesare un utilizzatore non tanto smanettone. Non dico che devi essere un hacker per usarla, semplicemente il livello di immediatezza e fluidità di funzionamento in tutte le situazioni non c'è ancora. Però mi piace perché prova ad applicare la crittografia completa alle email che normalmente non la hanno ed molto più facile che importare chiavi PGP.

Le altre...

Certamente è possibile anche chattare utilizzando il protocollo XMPP (esempio: app Conversations) o il protocollo Matrix (esempio: app Element X) o con altri servizi citati nella filastrocca ad inizio capitolo.

Non ho approfondito ciascuna di esse perché:

  1. O non sono a codice sorgente aperto.
  2. O non hanno una forte crittografia attivata.
  3. O hanno accesso a più meta-dati del necessario.
  4. O sono troppo giovani e il fattore tempo non si è ancora pronunciato.
  5. O non sono facilmente utilizzabili per una persona comune.
  6. O sono a pagamento.

Per esempio commento alcuni di esse:

  • Facebook Messenger: è di Meta, serve aggiungere altro? Normalmente è pure legata al tuo account Facebook.
  • Threema: interessante soluzione, purtroppo essendo a pagamento ha molta poca risonanza.
  • Skype: è di Microsoft, altra azienda che ci sguazza coi tuoi dati personali.
  • Briar: buona ma per casi d'uso estremi (assenza di internet e vicinanza geografica del contatto).
  • SimpleX: buona ma ancora troppo giovane e con un protocollo che deve ancora essere testato per bene. Ha ottime potenzialità e pertanto la tengo d'occhio.
  • Keet.io: buona idea, ma se Session e Simplex sono giovani, questa è una lattante in confronto. Un conto è annunciare una ottima app di messaggistica, un altro è mantenerla per 5+ anni, facendola analizzare dalla comunità ed esperti. Ha comunque ottime potenzialità e pertanto la tengo d'occhio.
  • Discord: altro ambiente social, per conversazioni frivole può anche andar bene ma non pensare che a Discord importi della tua privacy.
  • Tox: l'idea mi piace, ma non è molto adatta per una persona comune.
  • Ecc. Ecc.

Comunque se vuoi vedere confronti più tecnici e nomi di altre app, ti lascio qualche risorsa trovata su internet, in inglese:

Tra parentesi, lo sai che puoi chattare anche dal computer?

Magari non tutti sanno che possono scrivere in modo molto più comodo, usando una bella tastiera del portatile seduti sul divano o sulla scrivania! Questo è bene da tenere a mente anche quando hai smarrito il telefono, o si sta aggiornando e hai bisogno di mandare un messaggio urgente, oppure si è rotto, o sta facendo una qualche lunga procedura di manutenzione.

Signal, Telegram, WhatsApp, Session e altre si possono infatti usare da computer installandoli come un qualunque programma (o anche all'interno del browser nel caso di Telegram e WhatsApp).

Dovrai chiaramente fare la prima configurazione quando il tuo telefono è funzionante, ma fatta quella potrai chattare anche da computer in tutta comodità!

Come consiglio, anche riallacciandomi alla puntata n.2 del minimalismo digitale, ti ricordo solo di non collegare i tuoi account di chat su tanti dispositivi diversi. Non più del necessario ovviamente. Ogni dispositivo, infatti, aumenta la tua superficie d'attacco. In altre parole è una porta d'ingresso aggiuntiva per chi vuole ottenere l'accesso non autorizzato.

L'app perfetta non esiste, e se esiste non è usata e pertanto, inutile

Quindi vai di Signal se vuoi una soluzione onesta e un buon compromesso, oppure vai di Session per un'avventura più frizzante!

A posto così? Non proprio.

Purtroppo devo usare l'app che usano gli altri, altrimenti non si chatta.

Nei commenti sul canale Telegram mi hanno giustamente evidenziato le conseguenze dell'effetto rete. In parole povere, sebbene esistano buone soluzioni, se non vengono adoperate dalla cerchia di contatti con cui ci relazioniamo, non andiamo da nessuna parte.

Per questo a inizio articolo ho suggerito delle modalità per utilizzare WhatsApp cercando di dare a Meta meno informazioni possibili su di noi. Non è il massimo, ma è meglio di niente.

La mia esperienza nell'incentivare l'uso di altre app

E comunque non deve andare per forza così, almeno non per tutti. È vero che ogni situazione è unica, ma ad esempio nel mio caso sono riuscito a suggerire ai famigliari stretti di utilizzare Signal invece di WhatsApp 😌 Gli amici invece sono su Telegram, e sinceramente non ricordo le dinamiche esatte per cui ci eravamo spostati da WhatsApp a Telegram. È successo circa nel 2014 (eravamo tra i primi utilizzatori dei Telegram quasi per caso) e stavamo provando le nuove funzioni che WhatsApp ai tempi si poteva solo sognare. Telegram infatti è sempre stato 5 passi avanti e questo aspetto mi ha aiutato anche nell'adoperarlo anni fa con tutti i miei colleghi universitari durante il primo mese della magistrale (non era difficile, eravamo solo in 30 e ho preso iniziativa di creare il gruppo della "classe").

Sì purtroppo anche io utilizzo ancora WhatsApp per contatti sporadici o di lavoro. E anche con un amico in particolare che non riesce proprio a fare il passaggio definitivo, sebbene per anni avessi chattato con lui su Telegram 😵

La formula magica ovviamente non esiste, tutto dipende dal tuo approccio verso gli altri e dalla loro volontà di voler provare a cambiare qualcosa nella loro vita. Se non hanno una motivazione, un perché abbastanza forte, non funzionerà.

Un consiglio che mi sento di dare è focalizzarsi meno sul convincere, ma più sul coinvolgere, far interessare all'argomento. Ragiona sul significato delle 2 parole e capirai che la prima è più impositiva, dominatrice. Quindi un approccio più leggero potrebbe essere più lento, ma più efficace nel lungo periodo. Per esempio condividere qualche articolo di come Meta abusi dei nostri dati o una lettura del percorso privacy di Etica Digitale che aiuta a mettere la pulce nell'orecchio a chi è pronto. Di sicuro non tutti lo sono e va bene così, ci sono sempre compromessi che dipendono dallo stile di vita che decidiamo di avere.

🙅
Che esperienze hai avuto mentre cercavi di parlare di questi argomenti a persone attorno a te e magari a far cambiare loro app? Mi piacerebbe leggerlo qui nei commenti!

E se vuoi scoprire altre aree in cui puoi migliorare la tua privacy oltre alle app di chat, puoi consultare la mia guida pratica dei primi passi!

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